30.9.09

Riflessioni autunnali

Alla fine mi sono deciso a tornare, non fosse altro per convincermi che non è ancora ora di chiudere il blog...

Non per mancanza di argomenti, ovviamente. Di cose da dire ce ne sarebbero anche troppe. Quello che mi lascia molto perplesso ultimamente è che gli argomenti al centro del dibattito socio-politico italiano sono proprio per nulla interessanti. Ovvero ci si sofferma sull'inutile, saltando a piè pari le cose che servono al paese. Lo spunto per questa riflessione me lo ha dato un servizio di striscia la notizia in cui Staffelli cercava di consegnare il tapiro d'oro all'architetto Fuksas. Non sto a spiegare quel che succede (per chi volesse in internet c'è il video, QUI) mi limito a sottolineare la risposta di Fuksas: "Il tapiro datelo al vostro padrone, datelo a Papi".
Ecco, qui mi sono cadute le braccia. Non ci può essere dibattito politico, non ci può essere dialogo, non esiste confronto, se l'altro è considerato una specie di dittatore. Non serve che elenchi i motivi inconsistenti a supporto di questa tesi, ci penserà sicuramente qualche blogger progressista nella parte riservata ai commenti (sicuramente senza accorgersi di quanto ciò sia ampiamente prevedibile...). Ovviamente se l'altro è ridotto ad una sottospecie di rifiuto della società, un caimano da abbattere, un satiro perverso, è moooolto più facile concedersi il lusso di non rispondere. Ovviamente senza accorgersi (di nuovo, sarà mica che non si accorgono proprio di niente i c.d. progressisti italiani?) che il vero motivo sta nella mancanza di argomenti con i quali controbattere a proposte sicuramente non condivisibili e sicuramente migliorabili.
Se si annienta l'interlocutore, non serve andare in cerca di una risposta. Che con tutta probabilità non si conosce, perchè non esiste.

Ecco, sono queste le questioni che bloccano il dibattito in Italia. Il problema è di chi pensa al lettone altrui senza riflettere sull'elettore proprio. Chi deve guardarsi 5000 foto prese col teleobiettivo o ascoltarsi file audio di pessima qualità registrati da una puttana fuori età massima. Che non riuscendo più a trovare clienti che le finanzino gli appuntamenti per la tinta dal parrucchiere si dà (letteralmente) al pettegolezzo ambientato nei palazzi della politica.
Lo ripeto a scanso di equivoci per gli ultimi arrivati fra i pochi lettori di questo blog: non sono mai stato berlusconiano e mai lo sarò. Lo trovo un animale da circo, di quelli che puoi andare nel retro e vederli nelle gabbie. Da questo punto di vista è tutto in un circo: il giocoliere e il mago, il clown (purtroppo) e il presentatore, il domatore di leoni e il trapezista. Lo ammiro e lo odio, il Pres.del.Cons., so che potrebbe fare le stesse cose che fa riuscendo a non stare sui gioielli al prpossimo e non lo fa. Deliberatamente. E per questo verrebbe da prenderlo a schiaffi, a volte. Ma tutto sommato è meglio tenerselo stretto, viste le alternative. Democristiane di lungo corso, o comuniste ripulite del nome ma mai pentite o, peggio di tutte, una bizzarra unione di entrambe le cose. Se questo è l'altro polo del bipolarismo italico, meglio lasciar perdere. Tanto più se si pensa poi che l'opposizione, quella vera e propria (pur con argomenti discutibili) la fa un quotidiano a tiratura nazionale. Vien da pensare, non sono nemmeno in grado di fare opposizione, figuriamoci prendere in mano le redini del paese.
Il cdx non è che sia messo bene, ma il csx è messo decisamente peggio. Con un alleato campione nel metterli in imbarazzo. E loro che si erano convinti di aver mollato la sinistra radicale. E invece se la sono trovata alleat. Il lupo travestito da agnello... E ancora non sono tutti d'accordo di mettere in discussione il patto siglato prima delle elezioni 2008. Questi sono aspiranti suicidi. E sperano davvero che il paese li segua? Non hanno capito proprio niente.
Stanno implodendo e gridano all'ormai prossima caduta del "regime" (peraltro sono 15 anni che se lo raccontano). La solita storia della pagliuzza nell'occhio altrui e della trave nel proprio. Prima l'ho detto: le cose gli succedono sotto il naso e loro nemmeno se ne accorgono.

11.9.09

Senza parole....

...solo un numero: 2996.

9.9.09

Opinioni

Giampaolo Pansa (Il Riformista): Boffo "avrebbe potuto spegnere subito" la guerra civile di carta, "spiegando come si era deciso a pagare l'ammenda per evitare il processo pubblico. Però non l'ha fatto. Forse aspetta ancora il momento adatto."


Barbara Spinelli: "La parola chiave non è l'omosessualità, ma le minacce."

Vittorio Messori (Corriere della sera): "Le dimissioni hanno offerto a un uomo martoriato [...] la possibilità di evitare ciò che non ha fatto. Autorizzare" il Tribunale di Terni "a pubbicare l'intero fascicolo processuale. Il suo avvocato, in effetti, ha chiesto che quelle carte restino blindate. [...] conosciamo solo le due pagine di conclusioni, senza sapere perchè il giudice è pevenuto ad esse." (e perchè Boffo non ha presentato, almeno finora, l'annunciata querela al Giornale?) "L'avvocato del denunciato avrebbe diritto di accedere al fascicolo rinchiuso negli archivi. Ed è ovvio che tutto finirebbe subito su tutte le prime pagine."

31.8.09

Politica da Novella 2000

Era un'estate sonnacchiosa questa del 2009, senza le feste fastose a villa Certosa, senza un Presidente del Consiglio in bandana, senza gli stornelli di Apicella. Le uniche chicche della politica ce le dava Gianfranco Fini dal quale gli eletttori del Pdl si aspettano ancora che torni a dire qualcosa di destra.

Poi il torpore venne scosso da un cambio al vertice in due quotidani nazionali, Libero e Il Giornale. Subito nessuno avrebbe immaginato che ci saremmo ritrovati con un agosto di inchieste giornalistiche e di polemiche infuocate, eppure....

Da un lato c'è l'inchiesta sull'eredià di Gianni Agnelli, con i sotterfugi dei due grandi collaboratori dell'Avvocato (Grande Stevens e Gabetti) per far sparire un paio di miliardi di euro nei paradisi fiscali di Vaduz e delle Isole Vergini Britanniche e per eliminare dalla successione Margherita. Questa faida familiare tira in mezzo i vari rami della famiglia, le varie proprietà e controllate della famiglia, compresa la Juventus e tutti gli scandali di Calciopoli che sono nati proprio dalle indagini sulla vecchia signora del calcio italiano. La gande stampa ovviamente tace, in ossequioso lecchinaggio all'Avvocato. Che sarà pur morto, e quindi merita il rispetto che è dovuto ai defunti, ma non era di certo uno stinco di santo, quindi se ha fatto delle gran cazzate e se ha evaso il fisco va denunciato: lui magari no, visto che è passato a miglior vita, ma chi lo ha aiutato a suo tempo sì. O le marachelle dei simpatizzanti della sinistra non sono da condannare in nesun caso?

Dall'altro lato c'è un Vittorio Feltri che torna al quotidiano che ha guidato dopo Montanelli, ed entra a gamba tesa sui falsi moralisti che pontificano contro Berlusconi e le sue ipotetiche orge a Palazzo Grazioli. Quelli stessi che negano, nonostante la pubblicazione di documenti provenienti dal casellario giudiziario, di aver molestato la moglie del proprio amante. Non è tanto la relazione omosessuale del direttore di Avvenire che interessa Feltri (anche se io personalmente mi permetto di domandarmi perchè per la Santa Curia Romana non sia un problema avere un omosessuale alla guida del quotidiano ufficiale della Cei, mentre se due ragazzi/ragazze si amano sono da punire con l'inferno e la dannazione eterni), quanto piuttosto il fatto che se si bacchetta il prossimo per la sua presunta vita dissoluta e libertina, si dovrebbe quantomeno avere la coscienza pulita. E non è una questione di privacy, visto che le condanne sono pubbliche e pubblicabili. E anche qui diversi giornaloni di casa nostra hanno alzato schifati il loro labbro superiore in quella posa molto "disgusto-chic" e hanno difeso Boffo. Non solo, la colpa, secondo Edmondo Berselli, è pure di Berlusconi...
Decisamente un interessante finire d'estate..

19.7.09

Grilli per la testa - 2

Per questo post avevo pensato di parlare del ritorno della meritocrazia a scuola, con un deciso aumento delle bocciature. O anche del provvedimento anti alcol ai minori di 16 anni preso a Milano dalla Moratti, e su questo prometto di tornare.


Invece mi trovo di nuovo a parlare del Grillo (s)parlante. L'avevo già fatto QUI esprimendo qualche idea sul V-day. Riassumo: Giuseppe Grillo detto Beppe è un gran ipocrita: negli anni ottanta sfasciava computer perchè la tecnologia è la perdizione dell'uomo e un pò di anni dopo diventa un guru del Web mondiale (secondo Forbes); chiede trasparenza e limpidezza in tutti i campi e poi s'incazza quando il suo reddito da 4 mln e rotti di € viene pubblicato su internet; e via dicendo; parla di motori ecologici e poi gira con lo yacht super-inquinante.
L'ultima è stata quella di candidarsi alle primarie del Pd. A parte l'ennesima ipocrisia giustamente rilevata da Fassino e Co. di candidarsi a guidare un partito che si vuole smantellare. A parte il fatto che non potrà mai candidarsi in Parlamento,visto che vuole il parlamento pulito ma lui è stato condannato con sentenza passata in giudicato per triplice omicidio colposo. A parte tutto, insomma, fa ridere la reazione dei dirigenti del Piddì, tutti col fuoco che gli scotta il culo perchè han capito che se per caso dovesse essere eletto se ne andrebbero tutti a casa.

E loro che fanno, da grande partito che vuole definirsi "DEMOCRATICO"? Gli vietano la candidatura. Non si preoccupano di batterlo, non cercano di smontare la sua tesi per cui sarebbe il comico l'unico ad avere un programma (cosa peraltro verissima). No, loro dall'alto della loro levatura moral-politica gli impediscono la candidatura.
E dire che non gli serviva un comico candidato alla segreteria per farci ridere. Bastavano le dichiarazioni dei vari dirigenti o capetti delle diverse correnti interne.

Andate a spazzare la spiaggia, và...

8.7.09

Ancora i no-global

Sabato, a Vicenza, si è vista una tattica nuova dei manifestanti NoDalMolin. Ci sono stati dei tafferugli tra alcuni coglioni con volto incappucciato ed estintori in mano e le forze dell'ordine. La pasionaria della protesta, la casalinga disperata Bottene, ha affermato che quei personaggi erano stati messi apposta per difendere il corteo dalle forze dell'ordine. Lecito pensare, dunque, che gli scontri che si sono verificati erano ampiamente previsti (non vado ad una manifestazione pacifica col casco in testa e le spranghe di ferro nascoste lungo il percorso) e quindi, almeno in parte, approvati.

La suddetta pasionaria, supportata da qualche collega che si definisce portavoce del presidio permanente (sarà una nuova professione inventata causa crisi?), ha anche affermato, con un limitato slancio crativo, che i disordini sono stati fomentati dai poliziotti che hanno intimidito i manifestanti e che erano schierati in modo diverso dagli accordi fatti col questore. Ora, fermo restando che il questore mi risulta sia libero di definire e/o modificare lo schieramento dei poliziotti a seconda delle necessità, e di piazzarli dove meglio crede, nei giorni precedenti il corteo i suddetti manifestanti avevano ripetutamente affermato di voler entrare nel perimetro destinato alla costruzione della base, in quanto suolo patrio (cosa palesempente falsa, visto che l'area è di proprietà degli americani dal 1° luglio 2008). E' evidente, quindi, che l'intenzione di forzare la mano sia venuta prima ai N-D-M che non al questore.
Per concludere, il costo dell'operazione è stato di più di 15.000 €, e con una decina di agenti che hanno fatto ricorso alle cure mediche (fra questi anche quello che è stato colpito di striscio da un estintore lanciato dopo essere stato svuotato contro le forze dell'ordine, Genova docet).

Ora, sono molte le considerazioni che potrebbero essere fatte (ad esempio il sindaco Variati, Pd, ha finalmente preso decisamente le distanze dal movimento, che ha oltrepassato la linea dell'accettabilità della protesta, e si è schierato col questore e con le sue decisioni), ma preferisco tracciare una linea di unione tra l'alzata di tiro dei N-D-M, e le proteste che nei prossimi giorni sicuramente si vedranno in Abruzzo.
Mi pare chiaro che chi ricorre alla violenza lo faccia perchè sul piano del dialogo non ha più niente da dire. Finite le argomentazioni, esaurite anche le chiacchere e le boiate inventate per confondere le persone, terminate anche le invettive contro l'avversario (tutte cose già viste a Vicenza e, mi permetto di dire, anche a livello nazionale in altri contesti) allora si passa allo scontro fisico e alla violenza contro tutto e tutti.
Perchè i black bloc, come i cretinetti da presidio, hanno molto in comune. Durante l'anno si trovano tutti insieme in questa o quella città per protestare contro lo spazio giovanile non concesso o contro gli sgomberi di immigrati irregolari, mentre le ferie estive le passano nel paese che a turno ospita il G8 a devastare vetrine e incendiare automobili. Questi ipocriti da pseudosinistra al ragù che brandiscono con una mano la bandiera della pace (o quella del Che, o quella degli USA a cui appiccare il fuoco) e con l'altra l'estintore/manganello/sanipetrino/molotov, sono i medesimi che arrivano alla protesta dopo aver parcheggiato alla stazione il macchinone (superinquinante) del papi, o che si telefonano da una parte all'altra del corteo con l'ultimo modello di cellulare. Ovvio, non è una generalizzazione, ci sono anche coloro che ci credono veramente: e per carità, chiunque è libero di sposare la propria causa persa. Il fatto è che l'ipocrisia di molti fa venire francamente il voltastomaco: protestano contro la globalizzazione, ma ne usano gli artefatti (Facebook e Twitter fra gli altri) per organizzare le proprie proteste; se la prendono coi c.d. potenti della terra, dimenticandosi poi di incazzarsi se l'Iran reprime le proteste dei propri cittadini; la menano col protocollo di Kyoto non sottoscritto da Bush e non si accorgono della finta adesione della Cina che inquina come molti altri paesi industrializzati messi assieme; e poi se ne stanno ben nascosti quando Ahmadinejad fa impiccare adultere e omosessuali, o quando il regime Birmano reprime le proteste con la forza dell'esercito e delle armi.

Perchè tutto questo discorso? Perchè ne ho francamente le balle piene di questi 4 imbecilli che ciarlano e spaccano vetrine, che urlano e lanciano molotov. Contro questi personaggi ci vuole l'esercito. Certo, sono da evitare accuratamente episodi come quello della scuola Diaz, ma il guanto di velluto non serve a niente. A costo di militarizzate le città, preferisco che a questi soggetti sia impedito di nuocere alla collettività. E se li beccano (ma li devono beccare, perchè si può...) devono farsi un bel periodo nelle patrie galere e deve essere interdetta loro la partecipazione a qualsiasi tipo di manifestazione per un significativo numero di anni.

Basta buonismi, basta giustificazioni, basta se e basta ma. Non se ne può più.

30.6.09

A Vicenza la situazione si calda, ma non per l'afa

Parentesi introduttiva. Mi scuso per il ritardo, ma oltre che all'esame di stato ho dovuto pensare anche a cercarmi un lavoro, quindi la scorsa settimana il tempo per postare era decisamente poco. Chiusa parentesi.


Inizio parlando molto brevemente del referendum. Credo alla fine non abbia vinto questo o quel partito politico, ma abbia vinto l'attitudine degli italiani ad avere l'uscita d'emergenza sempre a portata di mano. Cosa avrebbe impedito questo referendum con la legge elettorale che ne usciva? Maggioranze stabili. Non dispotiche, non derive autoritarie del Silvio (visto che il premio di maggioranza non sarebbe andato solo al Pdl, ma a qualsiasi partito avesse ottenuto la maggioranza dei voti; va da sè che se il Pd non si da una mossa per cambiare se lo sogna il premio di maggioranza, in saecula saeculorum). Perchè ho parlato di uscita d'emergenza? Ma perchè le cose resteranno come sono sempre state, ovvero con la possibilità di ribaltoni e di stravolgimenti del risultato delle urne, coi governi tecnici (in un paese in cui chi ha scritto la costituzione fosse sano di mente un'eventulità del genere rappresenta un abominio, da noi è la prassi) e i partiti che si mettono in fila per saltare sul carro del tecnico di turno. Che schifo.



Poi c'è una cosa che mi preme davvero molto sottolineare. Chi legge il mio blog da tempo sa che ogni tanto faccio degli aggiornamenti sul caso Dal Molin, a Vicenza, la mia città. Per chi sapesse poco o per chi avesse voglia di ripassarsi la vicenda, QUI ci sono tutti i miei articoli sull'argomento. Era da un anno circa che non ne parlavo, anche perchè onestamente ero il primo ad essermi stancato di ciarlare su una cosa già bell'e decisa. E invece qui si sta rasentando il ridicolo. L'ormai famoso comitato No-Dal-Molin (sempre più organizzato, ora non hanno più solo un blog, ma un vero e proprio sito internet) ha deciso che il 4 luglio, l'Independence Day, era la data migliore per organizzare una meg-manifestazione contro "la guerra e contro le basi di guerra". Senza sottolineare che ormai la storia è trita e ri-trita, il problema sta nel fatto che la manifestazione è stata autorizzata. Il sindaco Variati (Pd) gongola e paga nuovamente il suo tributo ad una fetta di elettorato che lo ha in un qualche modo aiutato a diventare primo cittadino. Non solo stavamo per spendere una valaga di soldi per un inutile referendum cittadino (poi bloccato dal Consiglio di Stato), ma stiamo facendo ostruzionismo sterile tutti i giorni. Sono circa 4 anni che qui in città ce la meniamo con l'argomento, quindi capite bene che io personalmente ne ho i maroni stracciati di sta cosa, e posso assicurare che non sono l'unico.
Tornando alla manifestazione, già sono stati stanziati i soliti 10.000 € per sigillare i tombini e per spostare tutti i cassonetti lungo il percorso (che è stata definita pacifica). Già sono stati stanziati altri 10.000 € per il traspoto dei manifestanti (per evitare che i "pacifici" si spostino liberamente per la città). Non basta. Le spese aumenteranno di sicuro. Però il problema secondo me sta da un'altra parte. Il corteo si farà il 4 luglio anche perchè così i manifestanti che già sarebbero venuti in Italia per il G8 a L'Aquila, possono arrivare prima e passare per Vicenza. E' noto che i manifestanti contro i vari G8 siano dei personaggi
rispettabili e decisamente pacifici. Quindi ci si aspetta (lo dice anche una nota del Ministero degli Interni) che la situazione qui a Vicenzasia piuttosto calda, sabato prossimo.
Tanto che gli americani hanno deciso di annullare la tradizionale mezz'ora di spettacolo pirotecnico della sera della Festa dell'Indipendenza, bloccando anche l'accesso alla base agli italiani, altra tradizione che in occasione della festa era sempre stata mantenuta, anche all'indomani dell'11 settembre e delle guerre in Afghanistan e Iraq. Non è che io muoia per non poter andare a mangiare un hot dog e bermi una bibita all'uva, nè tantomeno per non vedere i fuochi d'artificio. Per carità, ci sono cose più importanti. Quello che mi preoccupa è il sottointeso di certe decisioni. Non è che l'intelligence americana sia sufficientemente scafata per annusare i problemi con largo anticipo? Un motivo per sostituire i rumorosi fuochi d'artificio con i silenziosi giochi di laser di quest'anno (peraltro anticipati a domani sera) lo avranno.

Per l'ennesima volta Vicenza terrà le dita incrociate, la maggior parte di Vicenza, quella che non crede alle vaccate del comitato N-D-M, quella che vede più in là del proprio naso e valuta i benefici che otterrà dall'indotto della nuova base, quella che non ne può più del centro cittadino bloccato per fiaccolate, pentolate, sceneggiate in basilica, quella che vuole vedere finire tutta sta bagarre che occupa quotidianamente le pagine del Giornale di Vicenza da 4 anni a questa parte.

22.6.09

Pausa

Mi prendo un paio di giorni in cui sarò completamente assente dal blog. Domani inizio le prove scritte per l'esame di abilitazione alla professione di psicologo. Detto in parole povere, mi farò per l'ennesima volta il mazzo in 3 esami scritti più un orale per dimostrare che so quello che ho già dimostrato di sapere in 53 esami, 2 lauree e 3 tirocini in 6 anni.


Se avete un santo a cui siete particolarmente devoti, potreste cortesemente accendere un cero per il sottoscritto Certo, studiato ho studiato, ma un autino divino, in questi casi, male non fa.... ;D

Torno mercoledì pomeriggio o giovedì mattina e dirò la mia su questo referendum che è andato sostanzialmente a ramengo. Per il momento mi limito a dire che la cosa mi schifa un pò.

Saluti.
Luca.

17.6.09

Alè, nuova palta su Berlusconi

Probabilmente da qualche parte ci si è resi conto che quei voti cattolici persi alle europee per l'inesistente caso Noemi (qualcuno sa che fine abbia fatto?) potevano essere di più.

E allora vai con l'accusa di induzione alla prostituzione. Che, se venisse fuori che è indirizzata anche a Berlusconi, sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso. A 3 giorni dai ballottaggi che rischiano di far perdere le roccaforti della sinistra in Emilia e Toscana, e a poche settimane dall'inizio del G8 de L'Aquila.

Come volevasi dimostrare, se D'Alema-l'esperto-di-inciuci-e-ribaltoni parla di scossa, vuol dire che qualcosa sa, poichè ci sono stati pochi momenti di tranquillità fra forze di governo come quello di queste settimane. E non crederò a nessuno che mi dica che fosse una parola buttata lì, visto che Gallipoli non è poi così distante da Bari, sede dell'inchiesta in questione.
Berlusconi non era poi così un visionario come ha lasciato intendere Casini, evidentemente gli attacchi sono costanti e si cerca di tutto pur di eliminare il premier dalla scena politica.

16.6.09

Questione di punti di vista

Dunque, ricapitolando, qui i brogli li ha fatti chi ha vinto (non come da noi che li fa da incompetente chi ha perso); qui le cose si fanno sul serio e la sicurezza ce l'hanno in mano i Pasdaràn (altro che reato di immigrazione clandestina); qui hanno un rapporto privilegiato con il presidente degli Stati Uniti Obama (altro che quel nanetto là che dice di essere amico di tutti); qui hanno risolto il problema del solito balletto di cifre sui partecipanti alle manifestazioni contro il governo, le hanno vietate direttamente, pena il carcere. Questo sì che è un gran paese.


Certo il pericolo dittatura c'è solo in Italia, per certe persone. Contenti loro.

La situazione è grave, ma non seria.